| L’asta primaverile 992 di arte moderna e contemporanea di Meeting Art è Matta: lo è per diversi aspetti, ma ne spicca uno in particolare. È raro, infatti, che in un’asta, anche di livello internazionale, vengano presentati più lotti riferiti ad artisti di valore storico assoluto, come è il caso di Roberto Matta, protagonista del Surrealismo. Considerato dai giganti dell’Espressionismo astratto americano (da De Koonig a Pollock, Rothko e Arshile Gorky) un maestro assoluto. Bene. L’asta 992 ha cinque incanti “mattiani”: rarissimi pastelli di grandi dimensioni degli anni Settanta/Ottanta tutti forniti di autentica da parte dell’Archivio Matta (ed anche questo è un plus difficile da riscontrare nel mercato dell’arte). Nelle opere di Matta, presenti in catalogo, emerge con forza l’anima “outsider” e onirica dell’artista cileno (che ha a lungo vissuto in Italia): figurazione che scaturisce dal subconscio di un poeta dei colori e del segno, superando i confini tra ciò che è forma natura e ciò che non lo è. Cinque chicche “spaziali” per i collezionisti. E, a conferma, di un’asta “Matta” per valore e portata delle opere all’incanto, ecco anche un Ambiente Spaziale di Lucio Fontana (lotto 59), datato 1949. Una carta preziosa, una matrice originaria di ciò che sarebbe di lì a poco diventato lo Spazialismo “cosmico” di un altro gigante dell’arte. Asta Matta come è lo sguardo del “Rappresentante sindacale” creato da Enrico Baj (lotto 239). Un collage di materiale plastico frutto di un altro splendido folle dell’arte, opera che ha fatto mostra anche a Ferrara a Palazzo dei Diamanti. Matta è anche la cartolina ritoccata da Josef Beuys al lotto 94. Matta è l’opera al lotto 360 del catalogo e matta l’idea che ha spinto a realizzarla da Christo e Jean Claude: ovvero “impacchettare” con circa 93mila metri quadrati di tela le scogliere australiane di Little Bay. E Packed coast Project for Australia Little Bay, del 1969 è proprio un prezioso frammento d’arte di quell’impresa. Al lotto 180 La Madre di Giorgio De Chirico, rilegge in chiave postmoderna una scena che pare strappata da un’opera del tardo barocco. La “follia” e la potenza pittorica di De Chirico lo spingevano a muoversi nello spazio-tempo della pittura. E, attenti, al lotto 170: l’incanto matto è quello firmato da Pino Pascali. Pascali: un “folletto”, un Peter Pan della storia dell’arte che, complice il Destino, resta e resterà eternamente giovane e geniale nella storia dell’arte. All’incanto lo “Studio di un personaggio” del 1963 realizzato con bitume e benzina sul cartoncino (tanto per chiarire se non era un “matto geniale”). Un’Asta Matta anche quando gli incanti sono di artisti con immagine più razionale, sofferta, referenziale. L’arte, per fortuna, sfugge, quando lo è davvero, al buon senso e al luogo comune. Lo dimostrano le due opere di Alberto Biasi che gioca con la percezione, facendo filosofia visiva (spettacolare la Dinamica triangolare del lotto 269) e il Nascosto 1972 di Emilio Scanavino presentato alla Biennale di Venezia. Un’Asta Matta, insomma, per un collezionismo sopra le righe… |